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La Recherche du temps perdu ou para os íntimos, a Horta da Luzia

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Os “veios” devem se lembrar do Pasquim. Era um tabloide publicado na década de 70 e 80 que se opunha ao regime militar e que reunia os intelectuais de esquerda, incluindo jornalistas e humoristas, o que dava um tom sui generis ao jornal. Foi o avô do CQC.

Foi lá que vi a expressão “horta da luzia”. Isso tem relação com uma expressão “você vai ganhar o que a Luzia ganhou atrás da horta”, mas no Pasquim significava uma espécie de exercício proustiano.

Pois é. Durante aquele período de minha existência que chamo de “verdadeira vida”, de 1968 a 1971, meu irmão, Nicola, alugou um apartamento na Rua da Consolação onde eu também acampava. Sim. Acampava porque era um acampamento, não um apartamento. Para se ter uma ideia, meu guarda-roupa era uma cama colocada em 45 graus contra a parede, com os cabides dependurados embaixo dela, no estrado, e cobertores, etc. sobre a parte inclinada. E eu dormia sobre um colchão no chão. Mas, era um lar…

Certa noite, eu e o Nicola, cada um em sua cama, no escuro, começamos a conversar sobre reminiscências da infância e da juventude e o assunto derivou para lembranças de quem morava onde.

Aí começamos pelo Seu Oracildes, à esquerda de nossa casa na Rua Marechal Deodoro, 99. Fisicamente à esquerda, porque o Seu Oracildes era de extrema direita. Em seguida vinha a Dona Coleta Mendes que morava em um apartamento anexo à casa do Donga, casado com a filha dela, Julieta e pais da Sueli.

Na direção norte ficava o seu Cefalini, mais tarde o Alírio e o Claudio Coutinho; depois vinha o açougue do seu Leôncio, pai do Oracildes, e a casa-cartório dele, que era tabelião; daí vinha o salão de cabeleleireira da Tia Nenê, irmã de minha mãe, anexo à casa-sapataria do Pedro Guerci, pais do Angelo e da Graça. Virando à esquerda, descendo a Dr. Pedro de Toledo ficava a casa do Armando Berozzi, com sua horta imaculada. Quando plantava pimentão, diziam que ele podava cada pé com alicate de cutícula. Um brinco. Mais abaixo a casa da Tia Nair, prima de minha mãe, mulher do Tio Otinho. O nome dele Otto Mathes. Meu ídolo. Montou o primeiro radio galena da cidade, sabia tudo sobre eletrônica e era completamente ateu. Abaixo da casa deles estava a casa do Fernando Castro, filho da minha professora do terceiro ano, D. Laura. O Fernando e o Tuca, filho da Tia Nair, um dia fugiram de casa. Lembro-me do fuzuê. Virando a esquina, na Rua Tupinambas, vinha a casa do Pedro Alemão, depois uma casa que não me recordo o nome e em seguida o Quinha Lemes, eletricista. Subindo a Francisco Maia havia a casa do Zé Policici, mais uma que não me lembro e fechava de novo na casa do Donga.

E assim íamos, intercalando lembranças sobre as pessoas, à medida que os nomes surgiam, e montávamos, quadra por quadra os residentes no centro velho da cidade, a partir de nossa casa.

Foi uma noite memorável.

Caconde no livro “Lo Stato di San Paolo” de Salvatore Pisani

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CACONDE

II Municipio di Caconde, creato con la Legge n. 6 del 5 aprile 1864 e situato a nord della Capitale, ad un’altitudine di 650 metri sul livello del mare.

Esso ha una superficie di 400 Km. e una popola- zione di 21 .721 abitanti.

II territorio si presenta molto montagnoso. II sistema orografico di questo Municipio e molto confuso, perche in esso esistono varie cordigliere, formanti una rete di giogaie che attraversano il territorio in differenti direzioni.

Tra le principali elevazioni, citiamo: l’altipiano di San Matteo, che segna in gran parte i confini con lo StatO’di Minas, l’altipiano del Rio Pardo, gli acrocori di San Domingos e del Barreiro, ai confini di Poqos de Caldas.

Numerosi corsi d’aqua bagnano il territorio. Oltre ai fiumi Bom Jesus, Guaxupe e Soledade che ricevono nel loro corso vari affluenti, il Municipio e solcato dal Rio Pardo, che scorre da nord-est ad ovest. Ostruito da molte cascate, questo fiume, che pur possiede un considerevole volume d’acqua, non si presta alia navigazione.

II clima e ameno e salubre. La temperatura oscilla da un minimo di 2 a un massimo di 35°.

Le ricchezze minerarie del sottosuolo di Caconde sono ben conosciute, ma cio malgrado, l’industria estratti-va che potrebbe avere in questo luogo un vasto campo d’azione, e quasi del tutto trascurata. Lungo i margini dei fiumi e dei torrenti Bom Jesus, S. Matteo, Conceiqao e Bom Successo, s’incontrano prove irrefutabili dell’esisten-za di minerali di oro. Le miniere di ferro di S. Matteo sono ugualmente di considerevole ricchezza, sia per la facilita dell’estrazione e per la ricchezza dei giacimenti, che per l’eccellente qualita del metallo. Abbondano altresi nel Municipio cristalli di rocca, pietra calcarea e argilla.

L’agricoltura si occupa principalmente della coltiva-zione del caffe, del quale esistono nel Municipio circa 7 milioni di piante, che danno una produzione media di 57,35 arrobas per mille piedi. Notevolmente sviluppate sono altresi le colture dei cereali, della canna da zucchero, del tabacco e della mandioca.

L’allevamento del bestiame e nel suo massimo sviluppa in tutti i rami e costituisce un’importante fonte di reddito per gli allevatori.

L’industria e anch’essa in notevole progresso. Conta varie fabbriche di bibite, di dolci, di saponi, di mobili, di carri e carrozze, di tabacchi manipolati, di stoviglie di argilla ecc., oltre a numerose macchine per il “beneficia- mento” del caffe e del riso e a vari stabilimenti per la produzione dello zucchero e dell’acquavite, fra i quali notevole quello di Itahyquara che da una produzione annua considerevole.

II commercio, parallelo nello sviluppo all’agricoltura e alle industrie, vanta numerose case che si occupano di negozi d’ogni genere.

II movimento bancario e svolto dalle locali Case Bancarie Fanuele e Cia., L. Pagano e Cia., e dal locale Banco Popular e Agricola.

L’istruzione primaria conta 1 scuola privata, 14 scuole rurali e un Gruppo Scolastico, con sede nel capoluogo, con un complesso di 4.216 alunni.

La stampa vanta due brillanti settimanali: “Caconde Jornal” e “Sentinella”.

Ecclesiasticamente, Caconde costituisce una Parrocchia, denominata N. S. da Conceiqao, dipendente dalla Diocesi di Ribeirao Preto.

Giudiziariamente, e sede di Comarca e di Distretto di Pace.

La collettivita italiana residente in Caconde si calcola composta di 600 persone; i figli d’italiani si fanno ascend ere a circa 1.300.

I nostri connazionali sono dediti principalmente al- l’agricoltura; ma notevole e anche il numero di coloro che si dedicano al commercio e ai mestieri.

Possiedono 92 proprieta agricole, con una estensione di 2.135 alqueires, per il valore complessivo di 2.481 contos di reis.

Fra i principali agricoltori italiani di nascita e di origine, citiamo: Antonio Mazzilli, Angelo Rovani, Domeni-co Mazzilli Nipote, Giovanni Della Colletta, Giuseppe Nascimbene, Luigi Antonini, Ernesto Tranquillini, Luigi Rimedi.

Fra gl’industriali:             Paolo Badolato, Giovanni Pellegrini e Giuseppe Cefalini con stabilimenti per la produzione dell’acquavite; Michele Mauro e Giuseppe Maringoli con macchine per il “beneficiamento” del riso e del caffe; Severo Tortorelli, Francesco Volpi e Silvio Tardelli con fabbriche di calzature; Clemente Maringoli e Alfonso Celeste con fabbriche di stoviglie di argilla; G. Manzo e Fratelli con segheria.

Fra i commercianti: Giuseppe Mazzilli, Mazzilli e Cia., Primo Barboni, Leoluca Panacci. Nicola Cosentini, Antonio Maringoli, Attilio Guidi, Germano Biondi, Giuseppe Badolato, Annibale Poli, Giovanni Mongelli, Giuseppe Conti, Severo Badolato.

Fra i professionisti: l’avvocato Mariano Borelli; il dentista Domenico Marino; i ragionieri Antonio Maringoli e Antonio Antonini; i medici Domenico Placco e Carmo Mazzilli; i farmacisti Raffaele e Dante Ielo.

E parroco di Caconde il connazionale Padre Giovan-ni Michele De Angelis.

Fra gli artigiani, citiamo: Giuseppe Cosentini, Alvaro Gaietti, Vincenzo Bruni, Angelo Garutti, Ettore e Giovanni Tardelli.

Sede da Societá Italiana de Mutuo Socorso (1935)

Sede da Societá Italiana de Mutuo Socorso (1935)

Gl’italiani di Caconde hanno fondato una Societa di Mutuo Soccorso, la quale, oltre a svolgere fedelmente il programma statutario, contribuisce con la disciplina, con l’esempio, con la fervida operosita e con la costante propaganda patriottica, a mantenere sempre viva la fiaccola dell’italianita fra i connazionali cola residenti.

II R. Consolato Generale di San Paolo ha in Caconde un Corrispondente nella persona del sig. Raffaele Telo.

Caconde, capoluogo del Municipio, conta attual- mente 2.614 abitanti.

La citta e provvista dei servizi di luce elettrica, di acqua potabile e di telefono, ma manca tuttora della rete di fognatura.

Situata a 3 Km. dal Rio Pardo, sopra un altipiano, ha buone piazze e buoni edifici pubblici. Tra questi, notevoli, la Matrice, il Gruppo Scolastico e la Casa Parrocchiale.

Dista dalla Capitale, colla quale e in comunicazione per mezzo della ferrovia Mogyana, fino alia stazione di Itahyquara, 348 Km.